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La differenza tra olio extravergine di oliva e olio vergine

La differenza tra olio extravergine di oliva e olio vergine risiede nel diverso sapore e odore dei due, oltre che nell’acidità: quest’ultima deve essere di 0,8 grammi per 100 grammi di prodotto nell’olio extravergine, mentre ha un tetto massimo di 2 grammi per 100 grammi di prodotto nell’olio vergine. Ecco il perché del declassamento di certi marchi. Se presenta qualità inferiore, pertanto, l’olio d’oliva non può essere commercializzato come “extra vergine” e dovrà essere venduto semplicemente come “olio di oliva” mescolato all’olio raffinato. Già oltre vent’anni fa l’Unione europea aveva fissato i parametri della classificazione dei diversi oli su base organolettica. Il Regolamento Cee numero 1531 del 23 luglio 2001, entrato in vigore dal primo novembre 2003, regola tutte le denominazioni degli oli d’oliva vergini, extravergini e di sansa. Emerge che la qualità degli oli deriva dalla produzione esclusivamente con mezzi e metodi meccanici e processi fisici che non causino alterazione del prodotto; inoltre, l’olio extravergine è tale perché subito come soli trattamenti solo: lavaggio, decantazione, centrifugazione e filtrazione. Senza alcuna sostanza “estranea”.

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